Come è fatto un impianto

Un impianto moderno si articola principalmente in tre elementi:

  1. Vite implantare: inserita nell’osso, sostituisce la radice del dente.
  2. Abutment (moncone): il giunto di raccordo che unisce la vite alla corona.
  3. Corona protesica: la capsula visibile in ceramica o zirconia che riproduce il dente naturale.

I vantaggi dell’implantologia

Rispetto alle protesi mobili o ai ponti tradizionali, gli impianti presentano diversi punti di forza:

  • Comfort e stabilità: essendo fissi, non si muovono durante la masticazione o la fonazione.
  • Conservazione dentale: non richiedono di limare i denti sani adiacenti per essere ancorati.
  • Durata nel tempo: con una corretta igiene orale quotidiana e visite di controllo periodiche, possono durare oltre vent’anni, spesso tutta la vita.

Procedura e tempistiche

L’intervento è di natura chirurgica e si articola in diverse fasi: [1]

  • Visita preliminare: esami diagnostici, tra cui la TAC 3D, per valutare la quantità e la qualità dell’osso.
  • Inserimento dell’impianto: la vite viene posizionata nell’osso.
  • Osteointegrazione: il periodo di guarigione (dai 3 ai 6 mesi) durante il quale l’impianto si fonde biologicamente con l’osso.
  • Applicazione della corona: una volta stabile, viene avvitata la corona definitiva.

Possibili complicanze

Anche se la percentuale di successo supera il 95%, possono verificarsi problematiche se l’igiene è scarsa. La più comune è la perimplantite, un’infezione batterica dei tessuti attorno all’impianto che può portare alla perdita dell’impianto stesso se non trattata tempestivamente.

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